Gli scavi iniziati nel 1978 dal Prof. Mariano Gambier preso il sito noto come “Gruta de El Manzano” sul margine destro del Río Grande in Argentina (Departamento Malargüe, Mendoza) proseguono grazie alla collaborazione tra l’Instituto di INbestigazioni Archeologiche e Museo “Prof. Mariano Gambier” (ditretto dalla Prof.ssa Teresa Catalina MIchieli) e gli studiosi del Team guidato dal Dr.Gustavo Neme y Adolfo Gil del Museo de Historia Natural de San Rafael (Mendoza).
Una zona estremamente affascinante anche dal punto di vista paesaggistico, che sta consentendo di saperne di più sulle società di cacciatori e raccoglitori che Gambier studiò a San Juan. Il team di Mendoza ha utilizzato nuove teorie e tecniche di scavo e recentemente è stato pubblicato il primo libro sugli studi effettuati sulla rivista cilena Magallinca (2011, vol. 39(2):245-268).
L’articolo è disponibile online in versione PDF a questo indirizzo: http://www.arqueologiamendoza.com.ar/archivos/NemeetalelManzano.pdf
Continuano gli studi presso la grotta di El Manzano nel Nord della Patagonia
Sciamani peruviani in pericolo
Eravamo da poco entrati in Perù, a Novembre del 2011, quando ci raggiunse una news che riportiamo solo ora. Nella regione di Loreto, in Alta Amazzonia, quattordici sciamani del piccolo paese di Balsa Puerto sono stati assassinati in pochi giorni. La barbarie sembra sorta in seno ad una locale setta protestante e il mandante sarebbe – secondo le news riportate da diversi siti web tra i quali www.salvaforeste.it, dal sindaco del paese, Alfredo Torres. Il fratello del primo cittadino, Augusto Torres, si sarebbe macchiato le mani di sangue per seguire i dettami di questa folle setta che li ritiene posseduti dal demonio. Fortunatamente uno di questi uomini di conoscenza, Inuma Bautista, della comunità shawi della località di Paradiso, è sopravvissuto per denunciare il suo attentatore. Gli sciamani della comunità locale si stavano associando per condividere le tradizioni locali.
Non è la prima volta che in Perù i custodi di conoscenze tradizionali sono prese di mira da gruppi religiosamente discutibili o, aggiungiamo noi, da interessi economici, come nel 2008. Ci auguriamo che il clamore che questo episodio sta destando in realtà impegnate nella salvaguardia del patrimonio culturale, come Amazon Watch, possa destare l’attenzione delle autorità peruviane e della comunità internazionale.
A Choquequirao un progetto turistico minaccia i santuari andini
Negli ultimi giorni del 2011 il presidente Regionale di Apurímac, Elías Segovia Ruiz, ha annunciato la costruzione di una teleferica – costruita con l’appoggio del Dipartimento di Cusco – che collegherà Abancay con il complesso archeologico di Choquequirao. Un progetto faraonico che potrebbe consentire ad oltre 70.000 turisti l’anno di visitare la zona, con un impulso notevole del circuito turistico Chanka-Inca-Wari.
A corollario servirà migliorare le strade nei distretti di Huanipaca (da dove si imbarcherebbero i turisti) e San Pedro de Cachora con un investimento complessivo di 120 milioni di soles.
La teleferica, posta a oltre 3.6000 metri s.l.m., permetterebbe ad oltre 250 turisti all’ora di visitare una delle cittadelle “satellite” dell’area di Machu Picchu, lasciando la città sacra libera dalla folla e faciliterà l’accesso al circuito del Cañón de Apurímac, il più profondo del mondo.
La notizia è stata battuta dall’agenzia Andina e la riportiamo insieme alle perplessità di alcuni archeologi e ricercatori con cui siamo in contatto che, nonostante l’assicurazione da parte delle autorità che il progetto non contaminerà l’ambiente, temono che il progetto possa apportare danni ai numerosi santuari andini che si trovano in zona. Ricordiamo infatti che Machu Picchu è circondato da diverse cittadelle (Choquequirao tra queste) e zone di osservazione astronomiche, che compongono una fitta quanto delicata rete nella selva che circonda il sito archeologico più famoso.
La scoperta di Chan Chan: gli scoiattoli ci svelano un segreto di 700 anni fa
Chan Chan ha nascosto un segreto fino al 2004, quando uno studio archeologico – al quale ha preso parte anche Victor Corcuera che intervistiamo in sito – ha svelato uno dei misteri nascosto nei suoi bassorilievi. Da sempre gli archeologi hanno pensato che l’animale rappresentato lungo le pareti delle piazze cerimoniali di Chan Chan fosse un animale mitico, a metà tra la nutria e il leone marino. Nel 2004 studi comparati e multidisciplinari hanno svelato essere uno scoiattolo! E tutto torna. In quello che oggi è un tratto arido di costa vie ra un vasto bosco, abbattuto dai Conquistadores Spagnoli nel XVI secolo. Lo scoiattolo, che vi abitava, era uno degli indicatori naturali che il clima del Nino stesse divenendo minaccioso: se lo scoiattolo accumula più cibo significa che il meteo sta peggiorando. La sensibilità di questo piccolo animale ai cambi climatici era così importante da divenire un simbolo rappresentativo della vita Chimu, al punto che la sua rappresentazione adornava l’intera piazza principale.
Omaggio al mare: Chan Chan e la cultura Chimu
Vicotor Corcuera, oggi guida turistica e studioso indipendente di archeologia, ci mostra gli impressionanti resti della capitale della cultura Chimu, Chan Chan. Posto a un chilometro dal mare, questo vastissimo complesso archeologico ha ospitato tra il 900 e il 1460 d.C. la popolazione che ha preso il testimone dei Chimu, probabilmente spazzati via dai capricci del Niño. Le immagini sono riprese nell’unico palazzo-tempio del complesso aperto al pubblico, il cui nome “Tshudi Nik-An” significa proprio “palazzo nel mare”. Nessuna evidenza domestica ci porta a credere che fosse un tempio: ogni suo particolare è un richiamo alla cosmologia Chimu e alla simbologia marina. Patrimonio UNESCO dal 1986, Chan Chan era famosa per le abilità dei suoi tessitori, ritrovati persino in contesti archeologici Ecuadoreñi, a oltre 1.000 km di distanza.
Trujllo: il Museo Archeologico Cassinelli
Dopo aver lasciato le Ande siamo giunti sulla costa peruviana e ci siamo diretti a nord, alla città di Trujllo che custodisce le vestigia di grandi civiltà preincaiche. Iniziamo le nostre visite dal piccolo Museo Archeologico Cassinelli. Ci accoglie l’archeologo Thomas Cassinelli, nipote del fondatore Josè detto “Pepe” (oggi 92enne) e curatore di una collezione che conta più di 7.000 pezzi. Grazie ad una mostra di oltre 1.400 pezzi di ceramica appartenenti alle principali culture della costa nord peruviana (Salinar, Cuspinique, Chavin, Chimu, Lambayeque e Inca) oltre ad alcune testimonianze della costa sud (Chancay, Recuay e Nasca), in questo piccolo museo è possibile assorbire secoli e secoli di civiltà precolombiana in pochi minuti. Nel video il nipote di Cassinelli, di chiare origini italiane, ci narra di come sia nata nel nonno Josè la passione dell’archeologia, negli anni ’20 del secolo scorso. Oggi il Museo sta cercando fondi per dare degna collocazione alla sua importante collezione. Già esiste il progetto, ma purtroppo – ad oggi – non giungono attenzioni da parte del Governo e continua ad essere un sogno privato.
ANDE 2011: rientrati! Buon Natale e non finisce qui..
Siamo tornati in Italia dopo aver terminato il primo progetto Arkeomount. “ANDE 2011” è stato un lungo reportage di 93 giorni trascorsi ad una altitudine media di 2.500 metri s.l.m.
Speriamo i nostri video e le nostre immagini siano state all’altezza delle vostre aspettative, ma non termineremo qui! Nel 2012, in attesa di attivare un nuovo progetto di reportage, continueremo a tenervi informati con le news archeologiche dal mondo andino e vi proporremo anche alcune interviste e video raccolti nel corso del viaggio e che, per diversi motivi, non siamo riusciti a proporvi “LIVE”.
Vi terremo anche informati delle pubblicazioni che nasceranno da “Ande 2011” e che culmineranno con un testo edito da Edizioni Saecula (www.edizionisaecula.it).
Continuate a seguirci!
La fine degli Incas e un nuovo ritrovamento in Italia
In questo video cerchiamo di riassumere la fine dell’impero Incas alla luce anche dei cosiddetti “manoscritti Micicnelli”, documenti ritrovati in Italia e resi pubblici grazie al lavoro dell’archeologa Laurencich Minelli e del libro di Davide e Viviano Domenici (“I nodi segreti degli Incas”, Sperling & Kupfer, 2003). Secondo questo scritti il più importante cronista spagnolo – Garcilaso de la Vega – in realtà avrebbe firmato scritti redatti dal gesuita Blas Valera. Ma non solo: gli Incas sarebbero stati sconfitti da un inganno a base di vino all’arsenico..
Machu Picchu, 100 anni dalla riscoperta scientifica
Eccoci finalmente all’ultimo sito archeologico che ci siamo prefissati di visitare con il progetto ANDE 2011 di Arkeomount: Machu Picchu. La scelta di terminare qui il reportage era dovuta, nell’anno del centenario della scoperta scientifica (24 luglio 1911) da parte dello studioso americano Hiram Bingham, dell’Università di Yale. In occasione del centenario l’istituzione americana ha accettato di restituire al governo peruviano i reperti riscattati in tre campagne di scavo negli anni 1911-1916. Dal 6 ottobre 2011 la prima parte di questi reperti è esposta al Museo Casa Concha di Cusco, sotto la cura dell’Universidad San Antonio Abad di Cusco.
Nel video introduciamo il sito archeologico più famoso del mondo (pochi giorni prima del nostro arrivo ha vinto una votazione online indetta dall’Huntinghton Post come luogo da vedere prima di morire, battendo in finale le piramidi di Giza!): cittadella votata al commercio della coca, ma anche al culto solare e stellare. Mai terminata, fu abbandonata con la fine dell’impero Incas. I conquistadores non la raggiunsero mai e per questo è giunta pressoché intatta fino a noi.
Inti Punku: l’arrivo a Machu Picchu dalla Porta del Sole.
La Porta del Sole segnala che si è giunti alla fine del Cammino Inca (Inka Trail). Machu Picchu appare in tutta la sua magnificenza e mancano solo 50 minuti (finalmente!) in discesa per entrare nel sito archeologico più famosa del mondo. Nel video proviamo a riportarvi l’emozione di questo momento.





