Stonehenge: come cambia il paesaggio archeologico dopo Durrington Walls

Posted by on 6 Ottobre 2015

Immagine tratta da www.wessexarch.co.uk

Pochi giorni fa la notizia della scoperta di un nuovo complesso neolitico nella regione inglese dello Wiltshire, a due passi da Stonehenge. La località di Durrington Walls avrebbe rivelato, grazie a rilievi archeologici effettuati con tecniche Lidar (di fatto una sorta di radar in grado di rilevare la composizione del terreno fino a qualche metro sotto la superficie, permettendo anche di valutare i volumi delle strutture lì nascoste), il più stupefacente degli henge, risalente a 4.500 anni fa. Si tratta di un’area molto vasta il cui diametro si aggira attorno ai 500 metri, facendone così il più grande (e completo) henge britannico con un diametro di circa 1,5 chilometri. Il sito si adagia su una vallata naturale che circonda con un doppio ferro di cavallo composto da due file di monoliti (90 in totale e alti fino a 4 metri!) che si ergono oltre un fossato con terrapieno. Oltre il fossato pare ci fosse una zona destinata alle abitazioni, così tante (un centinaio) che gli archeologi ipotizzino si trattasse del più ampio villaggio neolitico inglese. Il complesso era probabilmente raggiunto da migliaia di persone in occasione di ritualità e cerimonie al solstizio invernale.Questo complesso arricchisce ulteriormente questa zona del Wiltshire inglese, a due passi da Salisbury. Infatti, a soli tre chilometri sta Stonehenge, mentre proprio di fronte a Durrington Walls– secondo la ricostruzione del Ludwig Boltzmann Institute – è Woodenhenge.
Pertanto, cerchiamo di fare un po’ di chiarezza e immaginiamo di essere nel 2.300 a.C. e di  abitare nell’insediamento di Durrington Walls.Probabilmente questo è possibile grazie al fatto che siamo un sacerdote o parte della sua famiglia. Stonehenge è appena stato completato (così come lo conosciamo oggi), ma nei dintorni l’intero paesaggio è costellato da costruzioni o modifiche del terreno che ci consentono di “leggere” il cielo.
Accogliamo pellegrini che arrivano da lontano, come il famoso “Arciere di Amesbury” – una persona venuta dalle Alpi, ricca e potente che fu sepolta a soli cinque chilometri da Stonehenge e che secondo l’eminente archeologo dell’Università di Cardiff Geoff Wainwright, l’arciere malato “viaggiò dalla Svizzera fino a Stonehenge perché aveva sentito delle proprietà curative del santuario”. Vicino a lui molti altri pellegrini (che se lo potevano permettere) sono stati sepolti, come quelli ritrovati nel 2003.
A Stonehenge ci recavamo ad ogni equinozio ed ogni solstizio, ma quello invernale probabilmente era celebrato nel vicino Woodenhenge: se Stonehenge era in pietra perché ricordava la forza del sole crescente (nel suo massimo splendore a giugno), Woodenhenge era un cromlech in legno, per ricordare la caducità della vita e la sua rinascita natrale, come accade nel solstizio invernale. Ogni anno a fin dicembre una processione legava i due siti sacri grazie al fiume Avon che ora sappiamo lambiva entrambe le località: secondo Haether Sebire dell’English Heritage, il viale iniziava alla “Pietra del Tallone” di Stonehenge e proseguiva a nord est, ma oggi la strada A344 ha nascosto tutto.La strada, a questo punto cerimoniale, era lunga ben 3 chilometri, attraversava King Barrow Ridge e oltre che connettere i due già noti henge, lambiva (o meglio era collegata) anche a Durrington Walls.

Le ricerche multidisciplinari condotte dal Stonehenge Hidden Landscapes Project (Università di Birmingham e dipartimento di prospezione archeologica e archeologia virtuale dell’Istituto Ludwig Boltzmann) ci dicono che Durrington Walls era lì già da trecento anni: “Quello di Durrington Walls è un complesso enorme, uno dei più grandi complessi megalitici in Europa –  ha commentato il professor Vince Gaffney dell’Università di Bradford, che guida l’Lbi ArchPro – È un complesso unico, non può essere paragonato a nient’altro. Probabilmente questa sorta di arena semicircolare era stata realizzata anche per impressionare e dare un’immagine di potenza”.Pertanto quale era la relazione tra i tre siti?Erano uno l’evoluzione dell’altro? Oppure uno era utilizzato per studiare gli allineamenti, l’altro per tenerci le cerimonie pubbliche e un terzo per dare un senso di grandezza ai pellegrini?E’ anche possibile che al solstizio invernale si salutasse il tramonto a Stonhenge per poi accogliere l’alba successiva da Durrington Walls. E così le possibilità rituali si moltiplicano.
E se ci trovassimo di fronte, come per la piana di Giza, ad un altro esempio di paesaggio che rappresenta/sostiene cerimonialmente il viaggio dell’anima nell’aldilà?
Aggiungiamo che sempre nell’area in oggetto, è ancora visibile una pietra intrigante, la cosiddetta “Cuckoo Stone”, fatta in pietra sarsen locale: probabilmente risale all’epoca del Bronzo ma forse era parte di una recinzione sacra anche nella successiva epoca del Ferro fino a diventare importante anche in epoca romana. Ma inizialmente a che serviva?Ricordiamo che nell’epoca del Bronzo in Inghilterra si usava deporre nel terreno manufatti (in Bronzo appunto) per donarli alla terra. Spesso si sceglievano luoghi importanti, ritenuti sacri, come laghi, paludi e siti cerimoniali. Era quindi la Cuckoo Stone una conferma che l’area era un incredibilmente ampio santuario che ricopriva l’intera pianura di Salisbury?Poco oltre la strada cerimoniale troviamo i New King Barrows, ovvero dei tumuli sepolcrali della prima età del bronzo (4500 BP) che originariamente erano sormontate da gesso bianco che le rendevano splendenti e visibili anche da lontano.
Ma aggiungiamo un ultima nota.Guidando 40 minuti a nord, incappiamo in un altro paesaggio sacro britannico: Avebury.Siamo sempre nel 2300 a.C ed è appena terminata la costruzione di uno dei più intriganti monumenti neolitici: Silbury Hill!Si tratta di un monte artificiale, creato dall’uomo: il più alto in Europa con i suoi quasi 40 metri. Contiene circa 340.000 metri cubi di gesso e terra ma nessuna tomba! Costruito nello stesso momento cin cui si ultima la piramide di Giza, è un piccolo mistero archeologico. A che serviva?Nelle vicinanze stanno due monumenti sepolcrali importantissimi lambiti dall’henge di Avebury (111 ettari di terra ricostruito nel 1930 grazie al lavoro di Alexander Keiller che riesumò e eresse alcune delle pietre che lo componevano), ovvero West Kennet Long Barrow e Windmill Hill. Oggi non è possibile salire sulla sommità della collina di Silbury ma da lassù è possibile vedere Stonehnge..