Grotta Indonesiana rivela arte rupestre di 40mila anni fa: ecco la più antica mano dipinta al mondo

Posted by on 3 Novembre 2014

 

Immagine pubblicata su Theconversation.com - Kinez Riza, Author provided

Un articolo pubblicato su Nature lo scorso mese di ottobre,  annuncia che in un sistema di grotte Indonesiane posto nella località di Sulawesi (un’isola della Repubblica Indonesiana situata tra Borneo e le isole Molucche) è custodita dell’ arte rupestre databile a 40mila anni fa. Le grotte – e i dipinti – erano noti da decenni – ma solo recentemente le immagini sono state datate.
Una datazione che immaginiamo risulterà controversa, considerando come i più antichi dipinti europei risalgono circa allo stesso periodo, ovvero 40mila anni fa (si vedano i nostri articoli sulla grotta spagnola di Nerja, la cui arte potrebbe essere attribuita al Neanderthal e – dunque – a un periodo precedente).
In questa remota terra indonesiana gli archeologi hanno scoperto – in sette diverse grotte – ben 12 immagini dipinte che rappresentano una mano umana e due rappresentazioni di animali. La datazione radiometrica è basata sul decadimento dell’Uranio-238 nel Torio-230 ( tempo di dimezzamento pari a circa 80.000 anni), resa possibile dal fatto che le pitture sono state realizzate su superfici coralloidi: il corallo è ovviamente stato a contatto con l’acqua di mare e visto che l’Uranio è solubile in acqua, il Torio non lo è. Quindi il Torio si separa ed è possibile calcolare da quanto tempo si sia separato.
Le più antiche immagini sono databili a circa 39.900 anni fa, risultando così le più antiche immagini di mani umane mai dipinte al mondo! Se le datazioni saranno confermate, anche un’immagine di un “cervo-maiale” trovata in una di queste grotte – risalente a 35.400 anni fa – sarebbe tra le più antiche immagini di animale di sempre. Pur temendo che al momento ci sia una sorta di competizione a chi dimostra di avere scoperto l’immagine più antica, e considerando che alcune tecniche di datazione sono in corso di revisione, crediamo che notizie come queste siano importanti non solo per la ricerca, ma anche per la storia della scienza: lo studio dell’arte rupestre fino a pochi anni fa era una prerogativa europea e di studiosi europei. Ora il mondo è più accessibile e i fondi (per la ricerca) trovano sbocchi in paesi extra-europei. Pensiamo di essere innanzi ad un momento di forte rivoluzione, al termine del quale – ci auguriamo presto – si potrà portare tutti i dati ad un tavolo scientifico unificato dove – con serenità – sarà possibile discutere su metodi di datazione, strumenti di conoscenza e parametri condivisi. Per ora godiamoci i fuochi d’artificio e seguiamo le nuove piste.

Per vedere il video delle grotte su Nature andate a questo link.