Nel 774 la terra illuminata da un’esplosione di raggi cosmici

Posted by on 22 Gennaio 2013

Immagine tratta da www.link2universe.net

In queste ore le agenzia di stampa internazionali stanno dando ufficialità ad una ricerca che dovrebbe interessare anche lo studio archeologico. Tra le prime testate italiane a riportare la news citiamo TMNEWS . A seguito di un anomalia nella presenza di carbonio 14 negli anelli di crescita di due cedri giapponesi corrispondenti agli anni 774-775, i ricercatori dell’università di Nagoya hanno coinvolto altri ricercatori nel mondo, inclusi i tedeschi dell’Università di Jena, in Germania, per comprenderne i motivi. Proprio sull’ultimo bollettino  mensile della Royal Society (edizione tedesca), il prof. Ralph Neuhauser di Jena sostiene che la causa sia dovuta all’emissione di un potente flusso di raggi gamma.
In pratica il picco di carbonio 14, pari a 20 volte le variazioni classiche dovute alle attività solari, dimostrerebbe come la nostra terra sarebbe stata colpita da un’eruzione di raggi gamma pari a quella che si sprigionerebbe se due buchi neri collidessero o se due stelle a neutroni si urtassero. La certezza è che sul finire dell’ottavo secolo (circa 25 anni prima che Carlo Magno andasse sul trono) un bombardamento di raggi cosmici, un “flash” di raggi gamma, avrebbe fatto illuminare il cielo della Terra per qualche secondo, emettendo di fatto un quantitativo di energia superiore a quello che il Sole può produrre in miliardi di anni di attività.
Segnaliamo questa ricerca perché anche questo è un dato di archeoastronomia che potrebbe aver influenzato il modo di fare e di vivere delle genti dell’epoca. Così come qualche decennio fa le ricerche di paleoclimatologia davano nuovi dati su cui riflettere per rileggere il nostro passato, ora l’archeoastronomia si sta imponendo come scienza di cui tener conto nelle ricerche archeologiche e storiche, non solo per allineamenti solari e stellari, ma anche –pensiamo- di eventi capaci di segnare la storia umana.