Fauna della Penisula Valdes

Un elefante marino alla Penisula Valdes

Sappiamo che alcune scolaresche ci stanno seguendo sul blog. A loro dedichiamo qualche scatto rubato nei nostri spostamenti tra la ricca fauna locale, il cui studio è anche importante per l’investigazione archeologica del passato. In questo primo post sul tema, una carrellata di immagini che ritraggono alcuni degli animali che vivono la Penisula Valdes in Argentina, zona particolarmente ricca di specie marine e terrestri per la sua fortunata posizione e conformazione. Gli elefanti marini, che qui si rifugiano per il periodo riproduttivo (dall’accoppiamento allo svezzamento dei nuovi nati), la credono un’isola, mentre le balene franche australi la scelgono perché le sue due baie le protegge dal predatore naturale (l’orca). I Pinguni di Magellano (riconoscibili per il doppio collare nero e alti non più di 40 cm) hanno fondato una colonia stabile e particolarmente numerosa nella vicina Punta Tombo. Dopo sei mesi di separazione le stesse coppie (restano monogami per tutta la vita) tornano a formarsi per la riproduzione e in questo periodo cercano il nido che già avevano costruito negli anni passati. In una delle foto che proponiamo si può notare un pinguino mentre si impermeabilizza il pelo grazie ad una sostanza prodotta da una ghiandola posta in prossimità della piccola coda.Aggiungiamo un curioso scatto di un guanaco (tipico camelide patagonico) e di uno struzzo americano, più piccolo e grigio rispetto al cugino africano.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Ushuaia e la prima risposta – inizia una nuova storia per il Sud America!

Siamo appena arrivati a Ushuaia, la città più a sud del mondo, dove geologicamente iniziano le Ande. Siamo nella Terra del Fuoco argentina e il nostro incontro con Ernesto Piana, ricercatore principale al CADIC (istituto multidisciplinare parte della rete Conicet) e direttore del Progetto Archeologico Canal Beagle dal 1975, ci accoglie con una notizia freschissima, che risponde a molte delle domande cui cercavamo risposta nel nostro viaggio. Siamo tra i primi ad annunciare questa scoperta, che proprio in questi giorni viene presentata all’VIII seminario di archeologia patagonica.
Solo 10 giorni fa sono arrivati i dati inerenti gli scavi compiuti dal 2009 al 2011 nel sito fuegino di Imiwaia dal prof. Piana e dal suo staff. Le datazioni calcolate consentono di confermare che le popolazioni fuegine sopravvissero alla separazione della Terra del Fuoco dal continente sudamericano dopo l’apertura dello stretto di Magellano (8.000 anni fa circa) e svilupparono una loro cultura propria. Tutte le premesse e le risposte sono nella nostra prima intervista che pubblichiamo con questo post. L’importanza di questo dato è determinante per tutta la storia sud americana: ci aspettiamo nei prossimi anni una sorta di “effetto a catena”, che consenta di porre nuove domande ai ricercatori che studiano le popolazioni più a nord delle Ande. Anche noi andremo verso nord…

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Ecocentro di Puerto Madryn

Alla fine della giornata di visita naturalistica alla Penisola Valdes per osservare le balene e i leoni marini che qui vengono per riprodursi e partorire tra il mese di giugno e gennaio, il dottor Juan Carlos Lamas ci ha accolto all’Ecocentro (www.ecocentro.org.ar). L’Ecocntro è un interessante centro per la divulgazione degli studi sulla fauna legata al mondo marino in questa particolare regione della Patagonia, che per le sue caratteristiche geografiche è stata eletta da varie specie animali come luogo ideale per riprodursi e partorire, nato solo 10 anni fa. Il prof. Lamas – biologo marino – in questa breve videointervista ci ha spiegato di quali sono gli obiettivi di questa struttura e di come sia possibile coniugare gli aspetti più scientifici della ricerca all’arte, lo studio all’emozione, per tornare ad essere parte dell’ambiente in cui viviamo.

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Il ritorno delle balene

La visita alla Penisola Valdes ci ha regalato l’emozione incredibile di vedere da pochissimi metri la Balena Franca Australe. Questo cetaceo nero, ricoperto di concrezioni bianche la cui disposizione sul corpo caratterizza ogni singolo individuo permettendone il riconoscimento (come le impronte digitali per l’uomo), conta complessivamente circa  17.000 individui.

La vera notizia e’ fresca di ieri: quest’anno sono state contate 3.000 balene, che vengono ad riprodursi e partorire in questa zona, in aumento rispetto alle 2.700 dell’anno scorso. Dai dati raccolti nell’ultimo decennio il tasso di incremento demografico della balena Franca Australe è di circa il 7% all’anno. La notizia ci ha ovviamente rallegrato, anche se siamo molto lontani dalla popolazione di questa specie di balena, che si stima fosse presente alla fine del XIX secolo con ben 200.000 individui, ridotti dopo lo sterminio della caccia libera a circa 4.000 unità. Sono animali incredibili, impressionanti nelle loro dimensioni: le femmine un po’ più grandi dei maschi possono raggiungere i 16 metri di lunghezza e quasi 30 tonnellate di peso, magnetiche nel modo di muoversi.

Alla fine della giornata di visita naturalistica alla Penisola Valdes per osservare le balene e i leoni marini che qui vengono per riprodursi e partorire tra il mese di giugno e gennaio, il dottor Juan Carlos Lamas ci ha accolto all’Ecocentro (www.ecocentro.org.ar). Nuovo e interessante centro per la divulgazione degli studi sulla fauna legata al mondo marino in questa particolare regione della Patagonia, che per le sue caratteristiche geografiche è stata eletta da varie specie animali come luogo ideale per riprodursi e partorire. Non appena giungeremo a Ushuaia pubblicheremo la nostra videointervista al dott. Lamas, che ci ha introdotto agli obiettivi di questa struttura e di come sia possibile coniugare gli aspetti più scientifici della ricerca all’arte e all’emozione. Il vero scopo? Tornare ad essere parte dell’ambiente in cui viviamo.

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Il Museo Ambrosetti: ottimo inizio!

Foto scattata per gentile concessione del Museo Ambrosetti (BA)

Il museo etnografico ed antropologico Ambrosetti di Buenos Aires, gestito dalla Facoltà di Lettere e Filosofia,  ci ha riservato interessanti sorprese, quando ci siamo avventurati alla sua scoperta.

Situato in uno dei quartieri storici della città, è tuttavia poco conosciuto nonostante conservi al suo interno 80.000 pezzi, di cui solo 2000 in esposizione nelle 6 sale del palazzo storico che lo ospita.

Tra i più interessanti la ricca collezione di oggetti di uso quotidiano e rituale degli indigeni Selkmen della Terra del Fuoco, nonché numerose e rare fotografie che li ritraggono poco prima che l’impatto con la civiltà occidentale ponesse fine alla loro cultura, agli inizi del secolo scorso.

Siamo rimasti piacevolmente sorpresi nel trovare una sala completamente dedicata al folklore boliviano nella quale trovano posto  vestimenti originali in tessuto e placche d’argento massiccio dei “Danzatori di Luce” boliviani. Questi paramenti erano utilizzati durante la festa del raccolto di fine estate (festa che oggi continua, ma senza i pesanti ornamenti originari) e trasformavano i ballerini che sfilavano per le strade del paese in esseri ibridi, che da un lato ricordavano le divinità nate dal sincretismo tra dei locali e santi cristiani e dall’altro i conquistadores spagnoli, elmo incluso! Anche in Perù si possono trovare danzatori con le ali, i cosiddetti “angeli volanti” delle feste popolari di Paucartambo.

La collezione del Museo si completa con un’esaustiva doppia sala che ripercorre tutte le civiltà andine precolombiane. Bellissima sorpresa l’Ambrosetti, come il copricapo in piume amazzonico proveniente dal confine con il Brasile, che vi mostriamo nella foto.

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Il viaggio entra nel vivo!

Online la prima intervista video a Massimo e Veronica! Seguiremo il loro viaggio con interviste periodiche.

In questa prima chiacchierata i nostri “viaggiatori” ci raccontano l’impatto con Buenos Aires e l’Argentina e ci svelano il motivo della scelta della metropoli argentina come prima tappa della loro avventura.
Scopriremo un curioso aneddoto “catturato” al loro arrivo – il primo dato di archeologia di montagna – e conosceremo i prossimi spostamenti che avvicineranno Massimo e Veronica al cuore della loro ricerca.

Non perdete le prossime interviste pubblicate su Arkeomount.com e sul canale YouTube dedicato al viaggio.

Vi ricordiamo che sul blog trovate anche il link per conoscere l’esatta posizione satellitare di Massimo e Veronica. Potete seguire gli aggiornamenti anche su Facebook e Twitter!

A presto!

La redazione di Cervelli In Azione

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Buenos Aires! E già ci parlano di mummie…

Eccoci arrivati a Buenos Aires, l’inizio di ANDE 2011! Ci stiamo acclimatando in attesa di entrare nel vivo, ma ci piace condividere una segnalazione di poco fa, avuta da esponenti locali. Nel 2003 a Salta ha aperto il Museo della Montagna che ospita alcuni importanti reperti archeologici di altura. Tra questi la mummia di una donna sacrificata e mummificata per effetto delle condizioni meteo. Prima di trasportarla nel Museo, gli abitanti della cittadina argentina hanno chiesto al prete di battezzarla! Il prete si era mostrato disponibile, ma pare che al momento del battesimo abbia chiesto i documenti che ne accertassero l’identità! Ovviamente l’interessata non ha potuto fornirli!

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ANDE 2011: GO! Oggi si decolla! Seguiteci e sosteneteci.

Il progetto “ANDE 2011” è al via! Oggi decolleremo alla volta di Buenos Aires e da lunedì 19 settembre inizieremo il nostro reportage. Seguiteci sul blog dove trovate anche il link per conoscere la nostra esatta posizione satellitare, oppure su Facebook e Twitter. Posteremo testi, foto e video dei nostri incontri.
A presto!

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Ancora sulla scoperta dell’America


“I segreti delle antiche carte geografiche” è il titolo dell’ultimo testo firmato Claudio Piani e Diego baratono per Edizioni Albatros. In questa intervista Piani, già noto per la datazione dell’afresco di Palazzo Besta in Valtellina nel 2003, ci presenta il suo nuovo testo e ne riassume i principali filoni di ricerca, fortemente legati alla cartografia antica e al tema della scoperta dell’America. Una pubblicazione intrigante che aggiunge tasselli importanti alle vicende della moderna scoperta del Nuovo Continente. Per quanto ci riguarda siamo a due giorni dalla partenza per le Americhe.

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Intervista ad Akakor Geographical Exploring – ultime ricerche in Bolivia

Alla vigilia della nostra partenza per il Sud America, postiamo l’intervista realizzata il 9 settembre con Lorenzo Epis e Soraya Ayub, responsabili di Akakor Geographical Exploring. Dal 1992 l’associazione Akakor ha realizzato decine di spedizioni in Sud America a diverso titolo. Tra le ricerche più interessanti quelle a sfondo archeologico realizzate sull’Altiplano Boliviano. Pochi anni fa furono loro i primi ad esplorare i tunnel sotto la “piramide” dell’Akapana a Tiawanacu e furono sempre loro a segnalare la presenza di strutture artificiali sul fondo del lago Titicaca. In attesa di una prossima pubblicazione nella quale faranno il punto di tutto quello che è stato rilevato in questi anni, Arkeomount vi propone questa breve intervista ad Akakor, che riassume molti degli ultimi spunti di ricerca. Quando arriveremo sul Titicaca cercheremo ulteriori pezzetti del puzzle!

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