Pisac: il culto all’acqua e la tecnologia idraulica Incas

Quasi a 4mila metri s.l.m. ecco una roccaforte Incaica, affacciata sulla valle sacra del Rio Urubamba (Vilcanota). Uno dei luoghi in cui la tecnologia del terrazzamento Incas toccò il suo apice. I semi di piante provenienti da altitudini inferiori erano piantati nei terrazzamenti inferiori e, generazione dopo generazione, venivano “alzati” ai livelli superiori per ottenere specie in grado di germinare anche a 4.000 metri s.l.m. Nel video qualche particolare e le spettacolari immagini di un luogo mozzafiato.

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Amaru: come vive una popolazione contemporanea della Valle Sacra

Intervista al capo famiglia di una delle otto famiglie autoctone della zona rurale di Amaru, nella Valle di Pisac (Dep.to di Cusco, Perù). In pochi minuti le parole e le immagini per comprendere pensiero, attività e quotidianità di un gruppo di persone di queste remote zone. Per raggiungerli esiste una sola strada sterrata percorribile in 4×4. I bambini vanno a scuola camminando due ore per tratta ogni giorno. Le donne portano i loro prodotti al mercato di Pisac camminando per i medesimi sentieri o sfruttando gli unici due passaggi giornalieri che da poco sono disponibili grazie ad una piccola camionetta. Un tuffo nella vita di questi agricoltori e tessitori, che ci proietta in un mondo lontano nel tempo e nello spazio.

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Il signor di Qoylloriti Patrimonio Culturale Immateriale UNESCO, da oggi!

 

Foto di Julio Alcubilla_Tratta da www.tradicion-andina.com

Mentre ci troviamo a Cusco incontriamo l’antropologo Jorge Flores, dell’Universidad San Antonio Abad del Cusco per un’intervista sulle culture autoctone. E’ lui che ci rivela che il giorno successivo, ovvero domenica 11 dicembre 2011, è una data storica: il Signor di Qoylloriti, una delle icone più sacre per le popolazioni della regione del Cusco e al quale durante il Chorpus Christi è dedicata una grandiosa festa ai piedi dell’omonimo ghiacciaio, viene nominato Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità da parte dell’UNESCO. Per l’occasione sono giunti in città circa 20.000 indigeni da tutte le “nacion” (i gruppi etnici) del Dipartimento di Cusco. Tra loro ovviamente i Q’eros, che contano addirittura otto “naciones” e che si ritengono i diretti discendenti degli Incas. La popolazione dei Q’eros vive oltre i 4mila metri s.l.m. e si ritiene non abbia avuto contatto con gli spagnoli, che mai arrivarono alle loro terre. Negli anni ’50 del secolo scorso gli antropologi giunsero a conoscere da vicino i Q’eros. In una delle foto un’immagine di un Q’ero impegnato in una offerta alla Pachamama (foto dell’amico spagnolo Julio Alcubilla), mentre nell’altra mostriamo l’inizio dell’assembramento sulle scale della Cattedrale di Cusco, alle 8 del mattino dell’11 dicembre 2011: tra poche ore le immagini del signor di Qoylloriti giungeranno direttamente dal ghiacciaio.

 

11 dic 2011_Cusco

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Animali non più sacri

Viaggiando lungo la Valle Sagrada degli Incas, da Cusco verso Pisac, abbiamo visitato il “Santuario degli Animali” di Ccochawasi (http://santuariocochahuasi.blogspot.com): un luogo nel quale gli animali recuperati dalla Polizia Ecologica vengono curati e rispettati per il resto dei loro giorni. Purtroppo il mercato nero degli animali esotici è sempre in forte crescita e l’assenza di rispetto e consapevolezza verso la natura peggiora di giorno in giorno. Abbiamo potuto ammirare da pochi passi tre condor incapaci ormai di vivere nel loro ambiente: due di loro sono stati “usati” in feste popolari e hanno subito forti choc. Un terzo è stato ritrovato sul mercato nero, come i due puma femmina: non potranno mai più riconoscere gli istinti naturali. I condor sono anche oggetto del turismo mistico: sono rimasti solo 700 condor in tutte le Ande, eppure le loro piume continuano ad essere vendute per scopi magici.. Incredibile anche sapere che non è raro il ritrovo di animali feroci come il puma in case private o in discoteche (!) di Lima. Nel video Mavel, una delle gestrici del centro, ci spiega in italiano come funziona questo centro. Un peccato sapere che il “santuario” non riceve nessun appoggio statale. Ultima nota: i gestori, che parlano un buon italiano, hanno conosciuto il nostro compatriota Angelo D’Arrigo, deceduto nel 2006 proprio in Perù: solo lui sapeva insegnare ai condor a volare…

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Q’enqo, ovvero la cosmologia Inca

Q'enqo_particolare della parte superiore

 

 

 

 

 

 

 

Secondo gli Incas il mondo è tripartito: un mondo superiore sede degli esseri celesti (come le montagne, Apus) e di coloro i quali hanno completato la loro vita, un mondo di mezzo per gli esseri viventi e uno di sotto per i “non nati”. Q’enqo è un emblematico sito archeologico a pochi passi da Cusco che pare svelare questa cosmologia nella pietra. Esploratelo con noi.

 


 

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Tambomachay: il bagno dell’Inca e la devozione all’acqua

Il culto dell’acqua è fondante nella ricca vita religiosa dell’impero Inca. Siamo a Tambomachay, luogo a 3760 metri s.l.m., a due chilometri da Cusco, deputato a questa importante pratica.

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La geografia sacra degli Inca: i seqe

L’astronomia applicata allo studio archeologico ha permesso negli ultimi anni di comprendere al meglio alcune cronache spagnole e ora sappiamo come fosse composto lo spazio sacro dell’impero Incaico: 328 linee immaginarie solcavano l’impero, erano i “seqe”: vediamo come funzionavano.

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La nascita dell’Impero Inca

Le cronache spagnole non hanno chiarito come sia nato l’impero Inca. I diversi miti di origine riportati dalle cronache e dalla tradizione orale vedono il lago Titicaca come luogo di “emersione” di Mama Occla e Manco Capac, la coppia primigenia. Altre versioni, come quella raccolta dall’antropologo Oscar Nuñez Del Prado nel 1955 presso i Q’eros (etnia a nord di Cusco che vive oltre i 4.500 metri s.l.m.) vedono i fratelli Aymar ( 4 donne e 4 uomini) protagonisti della “discesa al Cusco”. Questa versione “quadripartita” pare più vicina alla realtà confederativa dell’Impero Incaico.

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Sacsayhuamán, emblema dell’impero Inca

Immagine tratta da timetravelteam.com

 

 

 

 

Sacsayhuamán

 

 

 

 

 

Siamo arrivati a Cusco, in Perù, capitale dell’impero Incaico. La prima visita non può che essere a Sacsayhuamán o Sacsaihuaman (in quechua: Saksaq Waman, ovvero “falco felice”). Nel video che accompagna il post descriviamo brevemente questo incredibile sito megalitico, che ci parla della grandezza dell’impero incaico. Posto sulla collina alle spalle della città era un luogo cerimoniale, ma con notevoli caratteristiche militari, tanto che fu luogo di ultima resistenza alla conquista spagnola.

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Salcedo: incisioni rupestri sul Titicaca

 

Prima di lasciare la ricchissima provincia di Puno, ci avventuriamo nell’esplorazione delle “colline” che la circondano e ci imbattiamo nell’arte rupestre del riparo roccioso di Salcedo, 5 km fuori dalla città. Purtroppo il sito non è protetto e i vandali lo hanno danneggiato coprendolo di scritte e nuove incisioni, ma si possono apprezzare i disegni originali, lasciati – come si dice nel video – da una popolazione sicuramente preincaica di pastori-raccoglitori. Gli studiosi sono dubbiosi: queste iscrizioni sono del pre-ceramico (5.000 a.C.) o “solo” del 2.000 a.C.?
Riconosciamo un essere “divinizzato” simile a quelli incisi sulle rocce alpine (es: Valcamonica) e una possibile incisione di impronta di piede, oltre a ipotetici recinti per  i lama raffigurati lungo la parete.

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